Se osserviamo la vita terrena di Gesù, noteremo che anche per Lui la vera comunione e condivisione con il padre è stata una priorità.

Or avvenne in quei giorni che Egli se ne andò sul monte a pregare, e passò la notte in preghiera. (Luca 6:2)

Gesù ci ha insegnato, nella Sua permanenza terrena, che la preghiera è sempre stata per Lui un privilegio. Tutti coloro che entravano in contatto con Lui erano sbalorditi dal Suo rapporto con il Padre. Infatti la Scrittura ci insegna chiaramente che pregare è uno dei più alti privilegi di ogni figlio di Dio.

La Parola afferma che noi tutti abbiamo: libertà di entrare nel santuario, in virtù del sangue di Gesù, che è la via recente e vivente che egli ha inaugurato per noi […] (Ebrei 10:19)

L’accesso alla preghiera non dipende dal ruolo che si ricopre nella chiesa: è un privilegio che il Signore concede direttamente ad ognuno di noi. Non dipende dall’esperienza che si può o meno avere con Lui poiché un attimo  dopo  aver detto “Si” a Gesù, sei già membro della famiglia di Dio. La tua legittimità non può essere impedita e negata da nessuno, neanche dal diavolo in persona, perché Gesù ha scelto di darti il diritto ad essere suo figlio.

Entriamo oggi in questa meravigliosa comunione con Dio.